Arrivare all’undicesima edizione del festival Paleariza,
probabilmente
il
festival territoriale del Sud Italia
di più ampia
estensione geografica
(abbraccia tutta l’Area Grecanica),
costituisce una soddisfazione
politica
e culturale per tutti noi.
Che Paleariza sia un marchio d’area è un dato
assodato non solo
a
un
livello, appunto, politico o di strategia
culturale
ma è un
elemento percepibile anche socialmente.
Lo si può facilmente
verificare nell’affetto e nell’attenzione che a livello
locale e nazionale
riscuote
la manifestazione rafforzandone l’eccellenza e l’unicità.
La forza di Paleariza
rimane tutta nella qualità dell’offerta culturale,
di scelte
anche controcorrente
che sono state premiate e che negli
anni a venire
ci auguriamo di perfezionare
sempre di più.
Andrea Casile
Sindaco di Bova - Comune Capofila Festival Paleariza
Quest’anno il festival devia dalla scelta di una traccia tematica principale così per come era stato strutturata nelle ultime edizioni. Vi sono alcuni motivi di fondo in questa scelta. A lungo l’edizione 2008 è stata in dubbio condizionando l’attività di programmazione. Si è trattato di una buona occasione per ritornare a quella che era la struttura originaria di Paleariza cioè quella del libero contenitore aperto lungo la traccia delle musiche dal mondo. Il nostro affezionato pubblico potrà constatare che la qualità rimane decisamente alta nella proposta di artisti (noti e meno noti) come nell’insieme delle attività del festival. Tutti hanno fatto di quella che possiamo definire musica world, etnica, folk un riferimento importante della loro carriera artistica. Ma la cosa più importante è che Paleariza sia, una volta in più, un’occasione di festa, di incontro e di conoscenza fra mondi diversi nel cuore della Calabria Greca.
Me tin ‘galin’ora
Ettore Castagna
Direttore artistico |